GIGLI DI MARE: UNA MOSTRA NATA IN SICILIA

La bellezza dei luoghi di cui la Sicilia è ricca va al passo con la quantità di meravigliose sorprese che ivi si possono scoprire. I gigli di mare sono una di queste. Questi fiori bianchi e profumati hanno letteralmente affascinato Carmen Spigno, pittrice con terre e resine naturali, che ha voluto dedicare loro la sua prossima mostra.

Ligure di nascita, ma grande estimatrice della terra sicana, nella quale ogni fine estate trascorre le proprie vacanze nei territori dell’agrigentino, Carmen è sempre alla ricerca di nuove scoperte ed idee da sperimentare nella propria arte.

Sulle dune prospicienti la spiaggia dorata di Lido Rossello, a Realmonte (AG), l’artista ha per la prima volta “incrociato” questi candidi fiori che emanano per l’aria salmastra un profumo dolcissimo: i gigli di mare, noti anche come Pancrazi. Si tratta di fiori rari, da tempo specie protetta, che nella Sicilia poco urbanizzata e cementificata trova ancora l’habitat ideale sulle dune prospicienti la spiaggia e la costa marina. Il giglio di mare, al di là del nome volgare, appartiene di fatto alla famiglia delle amaryllidaceae e condivide con i veri e propri gigli solo la grande infiorescenza bianca.

Dopo aver così scoperto le terre bianche presenti nei pressi della famosa Scala dei Turchi e le terre rosse ricavate dalla calcarenite del promontorio di Monte Rossello, che hanno spinto Carmen a proporre nel 2016 la mostra “Terre Lontane”, nel 2016 presso la Galleria A Sud Artecontemporanea a Realmonte, curata dall’amico e collega Govanni Proietto, è ora la volta di questi fiori, da lei ritrovati nell’appena trascorso autunno 2018.

La mostra “Gigli di Mare” è un vero e proprio tributo a questa pianta spontanea, nota in ambito scientifico come Pancratium maritimum. Questi bellissimi e profumatissimi fiori bianchi sono generati da una pianta bulbosa appartenente alle Psammofite, che, come esprime questo termine (letteralmente piante delle sabbie), nasce e cresce sui litorali marini sabbiosi nutrendosi d quegli elementi che riesce a reperire nella sabbia, nella salsedine e nel mare.

Nelle sue considerazioni sul giglio di mare, l’artista puntualizza che «Come l’ulivo è forte, persistente ed ha bisogno di poco per vivere. È bello, bianco, profumatissimo… purtroppo è in via di estinzione, ma se ne vedono ancora lungo i litorali alassini e ingauni, in luoghi un po’ più appartati e selvaggi. In questo assomiglia a noi Liguri, notoriamente parchi e restii, ma robusti e perseveranti, e la sua bellezza mi ha affascinata a prima vista.»

Carmen Spigno ricorda come «In realtà il nostro primo incontro è avvenuto in Sicilia, sulle dorate spiagge dell’agrigentino, selvagge e non ancora contaminate dalla modernità e dalla cementificazione. So che altre persone si sono interessate a questo fiore e l’hanno protetto e decantato, come Livio Lovisone, che lo ha ripiantato nei propri bagni a Laigueglia, avvalendosi della collaborazione dell’Università di Genova, nella persona del prof. Mauro Mariotti, del Dipartimento delle Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita, della Provincia di Savona e dell’ex Comunità Montana.»

Un ultimo pensiero dell’artista, molto impegnata in ambito ecologico, a partire dalla sua pittura con terre, sabbie e resine naturali, coinvolge anche l’eclettico giornalista  ed amico Stefano Pezzini, che ha rivalutato questa meravigliosa pianta in diversi articoli pubblicati sul suo blogzine Liguriaedintorni.it.

Da tutte queste riflessioni è nata l’idea di quest’ultima mostra il cui titolo, “Gigli di Mare”, ne riprende il nome con l’intenzione di contribuire a sensibilizzare la società civile al rispetto ed alla salvaguardia di questa specie, ormai quasi estinta a causa della forte antropizzazione della costa. La stessa sorte, d’altro canto, stanno subendo moltissime altre specie viventi, non soltanto in Italia…

Carmen Spigno, per questa mostra, in particolare, ha realizzato una serie di piccole tavole ricoperte da sabbie, sulle quali ha inciso la corolla del giglio in diverse posizioni e le ha accompagnate con altri pezzi, dedicati anch’essi all’ambiente della spiaggia e del mare, ravvivando la dominante grigia, bianca e nera, con tocchi di terre e sabbie rosse, verdi e brune.

Le idee rielaborate dall’artista ligure, e finalizzate ad una mostra dedicata a questa pianta che cresce spontaneamente sui nostri litorali sabbiosi, hanno riscontrato il favore di Alessandro Scarpati, titolare della Galleria Artender di Alassio e di Francesca Bogliolo, noto critico d’arte, che sarà la curatrice della mostra.

La mostra sarà inaugurata venerdì 21 dicembre 2018 alle ore 18.30 nella Galleria Artender, in passeggiata Cadorna 53 e rimarrà aperta fino al 5 gennaio 2019, con apertura dalle 14 alle 17, con esclusione dei giorni 25, 26 dicembre e 1° gennaio.

Arricchiranno la serata anche una performance di musica con il duo “Aliano de Franceschi Live” e un gradevole rinfresco.

 

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About the author: Pascal McLee

La mia vita in due parole... Dopo aver frequentato le scuole superiori in Liguria, mi sono trasferito a Torino, dove ho seguito gli studi universitari di Ingegneria Elettronica al Politecnico. Ritornato in Liguria, attualmente il mio lavoro è in stretta correlazione con il web ed i computer. Mia moglie ed io viviamo nella verde Garlenda, in Liguria, provincia di Savona.