REALMONTE: NON C’È PACE PER LA SCALA…

La Scala dei Turchi, bene candidato a divenire Patrimonio dell’Umanità UNESCO, subisce l’onta del sequestro. 
Non c’è pace per il più famoso monumento naturalistico della costiera agrigentina, nel comprensorio di Realmonte.

La Scala dei Turchi, sito di interesse paesaggistico e naturalistico che si erge a picco sulla costa realmontese, rappresenta ancor oggi una delle mete turistiche più attrattive del territorio a livello mondiale.

La sua natura fragile ne ha, in più occasioni, comportato la chiusura, nel dicembre del 2017, quando è stato interdetto l’accesso via terra da un’ordinanza del Comune di Realmonte, che ne aveva infatti impedito il transito per motivi legati alla sicurezza, a causa del rischio di caduta massi.

Ed è proprio a seguito di ulteriori frane e smottamenti che hanno di recente interessato la falesia di marna bianca ed al fine di salvaguardare l’incolumità di turisti e visitatori, ma anche per avere garanzie che la Scala dei Turchi non venga ulteriormente danneggiata e possa presto essere nuovamente fruita ordinatamente dai turisti, che il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, ha firmato un provvedimento di sequestro preventivo e d’urgenza del terreno ove si erge la scogliera.

“La Scala dei Turchi è un bene che ha una valenza paesaggistica, storica, archeologica, geologica è un sito molto fragile: abbiamo registrato atti di vandalismo, gente che porta via pezzi di marna, graffiti di dubbio gusto, buchi nella scogliera, carotaggi non autorizzati. È un sito fragile – ha spiegato il dottor Patronaggio – perché dalla parte sommitale cadono dei massi che mettono in pericolo le persone, ma danneggiano la stessa marna bianca. Vi è un contenzioso fra l’indagato che si ritiene proprietario, senza alcun titolo per la verità di questo sito, e gli enti pubblici e il Demanio”.

“Noi riteniamo che un bene che abbia questo valore storico, paesaggistico, geologico – ha aggiunto – debba essere restituito alla mano pubblica. Abbiamo ipotizzato i reati di occupazione abusiva di Demanio, ma anche altri reati perché il possessore di fatto: l’indagato non ha mai tutelato questo bene, né da un punto di vista paesaggistico, né per quanto riguarda la tutela dell’incolumità. Riteniamo che soltanto un custode pubblico possa mettere in essere le misure volte a salvaguardare l’incolumità della gente, solo il custode pubblico può garantire che il sito non venga danneggiato e possa stabilire una ordinata fruizione al pubblico”.

Il sindaco di Realmonte, Lillo Zicari, illustra la posizione del Comune di Realmonte nella vicenda: “Pare che si vada nella direzione auspicata dal Comune: affermare che la Scala dei Turchi è pubblica e non appartiene ad un privato”.

Soddisfatto anche l’assessore regionale all’Ambiente Toto Cordaro: “La decisione della Procura di Agrigento pone fine alla annosa controversia tra il Comune di Realmonte ed il presunto proprietario della Scala dei Turchi. Adesso ci sono tutte le condizioni per elaborare e finanziare un progetto di tutela e, al tempo stesso, regolamentare la fruizione di uno dei tratti di costa più suggestivi dell’isola, coniugando il diritto del visitatore con la conseguente esigenza della salvaguardia dell’area. La strada intrapresa da tempo dal governo regionale – conclude Cordaro – è stata chiara fin dall’inizio: la tutela del bene è prioritaria rispetto ad ogni altra cosa”.

Di gran peso le parole dell’agenzia Adnkronos, che venerdì 27 febbraio 2020 titola: “Agrigento: sequestro Scala dei Turchi, Procura ‘carente tutela sito di immenso valore storico'”.
E continua: “A fronte di un sito di immenso valore storico, paesaggistico e geologico, si deve purtroppo registrare una carente tutela dello sito stesso, verosimilmente attribuibile all’ambiguo status giuridico dello stesso”. È quanto scrive la Procura di Agrigento nel provvedimento di sequestro della Scala dei Turchi, candidato a diventare Patrimonio dell’UNESCO. Da anni c’è una forte diatriba sulla proprietà del sito, uno dei più visitati in Italia. La Procura ha iscritto nel registro degli indagati Ferdinando Sciabarrà, l’uomo che risulta catastalmente proprietario di una parte della Scala dei Turchi”.

“Va detto che il sito viene rivendicato come di proprietà dell’indagato che ne detiene il possesso di fatto. L’indagato, da parte sua – scrivono i magistrati – senza avere mai effettuato alcuna opera a protezione del sito, sia dal punto di vista della tutela paesaggistica che della messa in sicurezza, ha avanzato pretese di carattere economico sullo sfruttamento del sito e ha preteso di effettuare opere di recinzione dello stesso, così innescando un contenzioso con l Comune di Realmonte che ha contestato all’indagato la proprietà del bene”.

“Le accurate indagini svolte dalla Capitaneria di porto hanno permesso di accertare che le ragioni del Comune di Realmonte non sono affatto infondate”, si legge nel provvedimento.


L’immagine di copertina e quelle nella galleria del post sono dell’amico Lillo Alletto.

 

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About the author:

La mia vita in due parole... Dopo aver frequentato le scuole superiori in Liguria, mi sono trasferito a Torino, dove ho seguito gli studi universitari di Ingegneria Elettronica al Politecnico. Ritornato in Liguria, attualmente il mio lavoro è in stretta correlazione con il web ed i computer. Mia moglie ed io viviamo nella verde Garlenda, in Liguria, provincia di Savona.