PI DAY, OVVERO… IL GIORNO DEL PI GRECO

Per tutti gli appassionati della Matematica ricorre oggi una giornata “speciale”: si festeggia infatti il 30° anniversario del “Pi Day”, ovvero il Giorno del Pi greco.

Vi chiederete, che c’entra tale ricorrenza con i contenuti di questo sito?

Questo articolo è scritto con l’intento di soddisfare due condizioni.
La prima, la mia brama “ingegneristica” di ridurre a numero o formula ogni evento della vita quotidiana.
La seconda, perché il primo ad occuparsi di questo affascinante “numero” è stato il grande Archimede, matematico, fisico ed inventore siracusano.
Da quest’ultimo punto si può evincere come la Sicilia sia stata, fin dall’antichità, terreno fertile per cultura, arte e scienza e culla per le più importanti civiltà di allora.

Da dove trae origine la festività?

Il giorno dedicato al Pi greco (π) è il 14 marzo. Tale data è ispirata dalla convenzione anglosassone nel rappresentare le date, in quanto in quei paesi si indica prima il mese (3) e poi il giorno (14), ottenendo così il numero 3,14, cifra che indica l’approssimazione ai centesimi di Pi greco. Celebrando poi la ricorrenza dalle ore 15, si giunge ad un’approssimazione superiore del numero: 3,1415.

Tornando alle origini, la prima celebrazione del “Pi Day” si tenne nel 1988 (30 anni fa) all’Exploratorium di San Francisco, per iniziativa del fisico statunitense Larry Shaw.

Che cos’è il π?

Il Pi greco è una costante matematica, indicata il simbolo π, scelto in quanto lettera iniziale delle due parole greche che stanno ad indicare la circonferenza, ovvero περιφέρεια (perifereia) e περίμετρος (perimetros).

Nella geometria piana π viene definito come il rapporto tra la lunghezza della circonferenza e quella del suo diametro, o anche come l’area di un cerchio di raggio 1.

Il π è conosciuto anche come costante di Archimede. Non è una costante fisica o naturale, ma una costante matematica definita in modo astratto, indipendente da misure di carattere fisico.

π è un numero irrazionale, quindi non può essere scritto come quoziente di due interi, come dimostrato nel 1761 da Johann Heinrich Lambert. Inoltre, è un numero trascendente (ovvero non è un numero algebrico): questo fatto è stato provato da Ferdinand von Lindemann nel 1882.

Ciò significa che non ci sono polinomi con coefficienti razionali di cui π è radice, quindi è impossibile esprimere π usando un numero finito di interi, di frazioni e di loro radici.

Questo risultato stabilisce l’impossibilità della quadratura del cerchio, cioè la costruzione con riga e compasso di un quadrato della stessa area di un dato cerchio.

Quanto vale π?

Per i più curiosi, ecco le prime 100 cifre decimali di π:

3,14159 26535 89793 23846 26433 83279 50288 41971 69399 37510 58209 74944 59230 78164 06286 20899 86280 34825 34211 70679…

Ma torniamo al suo scopritore (e nostro conterraneo)…

Archimede di Siracusa (in greco antico Ἀρχιμήδης, Archimédēs; Siracusa, 287 a.C. circa – Siracusa, 212 a.C.) è stato un matematico, fisico e inventore siracusano, siceliota (vedi nota a fondo pagina).

Considerato come uno dei più grandi scienziati e matematici della storia, i contributi di Archimede spaziano dalla geometria all’idrostatica, dall’ottica alla meccanica. Fu in grado di calcolare la superficie e il volume della sfera e intuì le leggi che regolano il galleggiamento dei corpi.

In campo ingegneristico, Archimede scoprì e sfruttò i principi di funzionamento delle leve e il suo stesso nome è associato a numerose macchine e dispositivi, come la vite di Archimede, a dimostrazione della sua capacità inventiva. Circondate ancora da un alone di mistero sono invece le macchine da guerra che Archimede avrebbe preparato per difendere Siracusa dall’assedio romano.

La vita di Archimede è ricordata attraverso numerosi aneddoti, talvolta di origine incerta, che hanno contribuito a costruire la figura dello scienziato nella mente collettiva. Ad esempio, è rimasta celebre nei secoli l’esclamazione hèureka! (εὕρηκα! – ho trovato!) a lui attribuita dopo la scoperta del principio che porta il suo nome.

Anche la sua morte è avvolta dal mistero e dalla leggenda. Ciò che ci giunge dai testi scritti è che presumibilmente venne ucciso da un soldato romano, indispettito dall’indifferenza dello scienziato, intento in quel momento a tracciare formule sulla sabbia.

 

(*) Sicelioti


I Sicelioti (o Sicilioti, o ancora Greci di Sicilia; Σικελιῶται in greco antico) erano gli abitanti delle poleis greche di Sicilia. Si diffusero inizialmente nelle coste orientali e meridionali dell’isola, le cui città principali erano Syrakousai (Siracusa), Ghelas (Gela) e Akragas (Agrigento), ed in seguito (e fino alla conquista romana) colonizzarono quasi interamente la costa siciliana.

I Sicelioti si attribuivano tale nome per distinguersi dai Greci di Grecia e Magna Grecia (che si definivano italioti) e dalle popolazioni autoctone isolane come i Siculi, i Sicani e gli Elimi.

 

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About the author: Pascal McLee

La mia vita in due parole... Dopo aver frequentato le scuole superiori in Liguria, mi sono trasferito a Torino, dove ho seguito gli studi universitari di Ingegneria Elettronica al Politecnico. Ritornato in Liguria, attualmente il mio lavoro è in stretta correlazione con il web ed i computer. Mia moglie ed io viviamo nella verde Garlenda, in Liguria, provincia di Savona.