LA ZA FILOMENA, LA MAMMANA

Pochi giorni fa, grazie ad Internet e a questo sito, sono stato contattato da una persona, per me divenuta molto cara. Si tratta di Salvatore Siracusa, che amabilmente si definisce “Totò Michilinu”. Sono veramente lieto di averlo “incontrato”, anche se solo virtualmente… per ora. Vi propongo una sua prima poesia, di rara sensibilità.

LA ZA FILOMENA, LA MAMMANA

La so filosofia, zitta e muta:
aiuta a genti ca Diu t’aiuta.
E lu faciva sempri la mammana:
ppi iddra chista unn’era cosa strana.

Lesta, jurnu e notti, iddra curriva
e chiddru chi faciva lu vuliva.
Cuntenti si scurdava la so vita,
quannu la criatura era nata.

Appena la funzioni era storia,
s’arritirava senza vanagloria.
A cu circava aiutu, ci lu dava

Senza ca la pirsuna risguardava.
Ora a za Filomena è nno Signuri:
Totò cu sti paroli ci fa onuri.

 


SALVATORE SIRACUSA

Salvatore Siracusa – Kaiserslautern (D)

Salvatore Siracusa nasce a Realmonte il 15 agosto 1947.

Dopo le elementari, il suo insegnante, Mario di Benedetto, ha convinto suo padre a mandarlo alle medie ad Agrigento: un grande sacrificio per la sua famiglia, composta allora di numerose persone da sfamare.

Il suo tempo libero lo passava in campagna con suo padre o lavorava durante l’estate, per comprare i libri. A quei tempi, la scuola costava molto.

Diligente e studioso, si diploma come il più giovane insegnante di Realmonte, non avendo compiuto ancora i 18 anni. Da allora, non ha lasciato nessun concorso. Ha lavorato come manovale, come accompagnatore di un grossista di frutta e verdura, come insegnante privato e come contadino.

Poi è arrivato il momento di dover fare il militare, che ha espletato come sotto ufficiale. Nel 1969 emigra verso la Germania, lasciando una parte del suo cuore a Realmonte, ma portando con sé i ricordi degli anni più belli.

Salvatore ha iniziato a scrivere a 15 anni, redigendo raccolte di poesie varie: personaggi di Realmonte, novelle attorno a “Lu Zi Peppi Maistrinu”, Esopo in rima, La penna dell’emigrato, La Naia, “Ossa benedica z’Angilì”, …, tutte raccolte inedite.

Chiudo questo primo contributo con alcuni suoi ricordi, che ci accomunano: «A Turri, mi mangiava i ficu, dagli alberi della famiglia Meli: “lu zi Peppi Maistrinu”, “lu zi Pasquali”, fratelli di mia nonna, detta anche “Matri Nina”, figlia da “Matri Carminiddra”, dall’altra parte la famiglia della nonna paterna, anch’essa di cognome Meli.»

Condividi su

About the author: Pascal McLee

La mia vita in due parole... Dopo aver frequentato le scuole superiori in Liguria, mi sono trasferito a Torino, dove ho seguito gli studi universitari di Ingegneria Elettronica al Politecnico. Ritornato in Liguria, attualmente il mio lavoro è in stretta correlazione con il web ed i computer. Mia moglie ed io viviamo nella verde Garlenda, in Liguria, provincia di Savona.