LA SCALA DEI TURCHI SEDUCE ANCHE “VANITY FAIR”

Vanity Fair si “innamora” della Scala dei Turchi, che definisce “Tra le più belle”.
“Il magazine di moda, bellezza, gossip e politica, nella sua sezione ‘Viaggi’ celebra la maestosità del luogo”.

È la Scala dei Turchi una delle “cinque spiagge italiane di pura emozione”. Lo certifica Vanity Fair, magazine di moda, bellezza, gossip e politica, nella sua sezione “Viaggi”.

scala_dei_turchi_vanity_fair“Tocchiamo con mano la scogliera per convincerci che non sia fatta di neve” esordisce Devis Bellucci, scrittore, giornalista, viaggiatore on the road, che prosegue:

“Si tratta invece di marna, una roccia bianca di calcare e argilla, che scende fino al mare donandogli un azzurro mai visto. I nostri passi sulla riva, tra la pietra sbriciolata, sembrano affondare in un’ovatta di vetro. Immaginiamo allora la falesia di notte, al chiarore della luna, con le sue venature d’argento”.

Le spiagge più belle sono raccontate attraverso i cinque sensi e la Scala dei Turchi di Realmonte corrisponde al tatto: “Esiste certo una fiaba da qualche parte, dove questa magica scogliera abbandona la terraferma e prende il largo galleggiando, diafana come uno spettro – prosegue Bellucci-. Forse la ritroveremmo in Antartide, coperta di pinguini, e al suo posto resterebbe un angolo di Mediterraneo orfano della propria anima glaciale. Un angolo di costa siciliana comunque strepitosa, Scala o non Scala”.

“La Scala dei Turchi – sostiene Gaetano Pendolino, amministratore del Distretto Turistico Valle dei Templi – a pochi chilometri dall’area archeologica di Agrigento, si conferma meta di eccezionale valore durante tutto l’anno. Vanity Fair inoltre sottolinea la bellezza dell’intera fascia costiera, definendola strepitosa”.

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Tocchiamo con mano la scogliera per convincerci che non sia fatta di neve. Si tratta invece di marna, una roccia bianca di calcare e argilla, che scende fino al mare donandogli un azzurro mai visto. I nostri passi sulla riva, tra la pietra sbriciolata, sembrano affondare in un’ovatta di vetro. Immaginiamo allora la falesia di notte, al chiarore della luna, con le sue venature d’argento.

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Esiste certo una fiaba da qualche parte, dove questa magica scogliera abbandona la terraferma e prende il largo galleggiando, diafana come uno spettro. Forse la ritroveremmo in Antartide, coperta di pinguini, e al suo posto resterebbe un angolo di Mediterraneo orfano della propria anima glaciale. Un angolo di costa siciliana comunque strepitosa, Scala o non Scala.
Ci sono luoghi e ricordi che entrano nell’anima grazie ai suoni. Il richiamo delle rondini nel cielo, le grida dei bambini lungo i viottoli di un borgo, i rumori di cucina nei lunghi pomeriggi estivi della nostra infanzia, aspettando che passasse l’ora più calda per poter uscire.

Altri angoli di mondo rimangono sulla pelle con la sensualità di una carezza, la forza di un abbraccio. Sembrano sapori, frutta, cose da mangiare. O ancora i loro profumi. Tanto sapidi che, come ha scritto il poeta Catullo, vorresti diventare tutto naso. Profumi che sono quello di un incontro.

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About the author: Pascal McLee

La mia vita in due parole… Dopo aver frequentato la Scuola Superiore in Liguria, mi sono trasferito a Torino, dove ho seguito gli studi universitari di Ingegneria Elettronica al Politecnico. Ritornato in Liguria, attualmente il mio lavoro è in stretta correlazione con il web ed i computer. Mia moglie ed io viviamo nella verde Garlenda, in Liguria, provincia di Savona.