FRANA ALLA SCALA DEI TURCHI? LE PAROLE NON BASTANO

La Scala dei Turchi, questo “capolavoro bianco” che in tanti ci invidiano, ha assunto l’aspetto attuale in considerazione della natura dei minerali che la compongono ed alla loro consistenza. È costituita infatti per gran parte da materiali friabili, erosi dall’acqua, corrosi dal vento e dalla salsedine e bruciati dal sole.

Rientra in una sorta di imprescindibilità il fatto che, con una cadenza valutabile, avvengano frane, crolli o smottamenti. Non è altrettanto confortante invece “cavalcare l’onda” dell’evento per attaccare amministrazioni, locali e non, che hanno cercato, e cercano in ogni modo, di prevedere e prevenire tali eventi ineluttabili.

Se è vero che nel dicembre dello scorso anno, come riporta il quotidiano La Sicilia del 19.12.2017 « Alla scala dei turchi è crollata una piccola porzione di marna. La causa è un fenomeno naturale: l’acqua piovana nel tentativo di farsi strada ha causato questo crollo.  » è anche vero che il fenomeno si era ripetuto già nell’estate del 2012, come riportano le pagine de Il Giornale « Una frana ha bloccato l’ultimo accesso rimasto disponibile lungo la strada provinciale di Realmonte. E così Scala dei Turchi è rimasta isolata. Per quanto tempo, e con quali conseguenze per il turismo, è tutto da vedere.  » E solo per fermarsi ad una decina di anni or sono, a metà novembre del 2009 « Frana spettacolare vicino al Madison. »

I servizi sui TG Nazionali ed i proclami dalle pagine di siti web e blog formalmente “lasciano il tempo che trovano”, pur tuttavia minando gli sforzi sino ad ora messi in campo per poter rendere fruibile a tutti la Scala dei Turchi, sito segnalato per diventare patrimonio dell’umanità sotto il patrocinio dell’Unesco.

Cosa fare quindi per tutelare il nostro “fragile” gioiello?

Le idee su come muoversi, per risolvere rapidamente questa emergenza al Comune di Realmonte sono già chiare. Pur trattandosi comunque di un cedimento di calcarenite di modesta entità (alcuni massi si sono staccati e sono precipitati sulla spiaggia sottostante), dopo aver provveduto alla messa in sicurezza del luogo, il passo successivo è stato la firma, senza alcuna esitazione e senza perdite di tempo, di un’ordinanza di interdizione dell’area. Sono state collocate transenne provvisorie, in prima battuta, e quindi uno steccato in legno massiccio, oltre a cartelli di divieto. 

In seguito l’amministrazione realmontese ha focalizzato le problematiche del terrazzo marino, posto nella parte alta del costone vicino alla Scala dei Turchi, che tende a sbriciolarsi.

È stata inviata comunicazione di quanto accaduto al Genio civile e alla Prefettura di Agrigento ed effettuato un mirato sopralluogo congiunto fra Comune e Genio civile. Trattandosi di un’area SIC (Sito di Interesse Comunitario) è stato convocato un apposito tavolo tecnico, sempre congiunto, ed invitata la Sovrintendenza ai beni culturali e la Protezione civile regionale.

Il sindaco Calogero Zicari, ingegnere del Genio civile di Agrigento, afferma che bisogna solo “studiare” come far cadere le ulteriori parti pericolanti, che rischiano di scollarsi e precipitare verso il basso. Sono necessarie opportune verifiche e valutazioni tecniche, nella speranza di poter affrontare e risolvere rapidamente la questione, restituendo l’ingresso, attualmente sbarrato, prima dell’arrivo della prossima estate.

Il fenomeno che ha causato il crollo è assolutamente naturale. Nella parte sommitale del costone di argilla c’è un terrazzo marino che è composto da sabbia e ghiaia cementati, spiega il geologo Antonio Calamita, che ben conosce il territorio. Fenomeni atmosferici quali pioggia e vento scalzano il tetto del costone, che è di grosse dimensioni, facendo cedere la ghiaia. Non vi è nulla di eccezionale. È un fenomeno naturale che si registra in un costone dove, nella parte sommitale, vi è un terrazzo marino. La marna, la roccia della Scala dei Turchi, non si fa scalzare dagli agenti atmosferici. Il terrazzo marino invece ne è soggetto.

Le ultime notizie informano che sarà la Protezione civile regionale ad occuparsi del progetto di messa in sicurezza del terrazzo marino posto nella parte alta del costone vicino alla Scala dei Turchi, dal quale, a metà dello scorso dicembre, si sono staccati alcuni massi di calcarenite.

E da allora, dal giorno del cedimento, in via precauzionale, l’area di accesso alla Scala dei Turchi è stata interdetta. La Guardia costiera ha anche ordinato il divieto di accesso nel tratto di mare prospiciente la porzione di arenile già off-limits, quella in adiacenza a Punta Majata. Il divieto della Capitaneria di porto, firmato dal comandante, il capitano di fregata Filippo Maria Parisi, riguarda persone e mezzi, di qualunque tipologia, per una profondità di 25 metri. In quel tratto di spiaggia, dunque, non si potrà arrivare più né via mare e né via terra.

Per ovviare a questo limite, si sta studiando e progettando una passerella sul mare (in legno, posata su blocchi di materiale calcareo). Il Dipartimento Regionale della Protezione Civile e il Comune hanno sottoscritto una convenzione per la stesura di un progetto per la messa in sicurezza del costone.

Queste ultime sono le novità più rilevanti al momento.

Fatti quindi, visto che le parole non portano a nulla…

#visitrealmonte | #visitsicily | #scaladeiturchi

Condividi su

About the author: Pascal McLee

La mia vita in due parole... Dopo aver frequentato le scuole superiori in Liguria, mi sono trasferito a Torino, dove ho seguito gli studi universitari di Ingegneria Elettronica al Politecnico. Ritornato in Liguria, attualmente il mio lavoro è in stretta correlazione con il web ed i computer. Mia moglie ed io viviamo nella verde Garlenda, in Liguria, provincia di Savona.