I COLORI DELLA PASSIONE DI STEFANO GALLITANO ACCENDONO REALMONTE

L’11 aprile 2017, presso la galleria A Sud Arte contemporanea di Realmonte, è stata inaugurata la mostra “I colori della passione” dell’artista bivonese Stefano Gallitano, a cura di Giovanni Proietto e Luca La Porta sul tema della passione di Cristo.

La Galleria “A Sud Artecontemporanea” ospita la personale di pittura “Stefano Gallitano – I Colori della Passione” , i canti del Venerdì Santo di derivazione ebraica ed eseguiti in forma responsoriale dai cantori della Pia Confraternita della Croce e le pietanze tradizionali della Comunità del Cibo Realmontese. L’iniziativa organizzata dalla Pro Loco Scala dei Turchi e dalla galleria A Sud Artecontemporanea, rientra nelle festività della Passione di Cristo di Realmonte organizzate dalla Pia Confraternita della Croce e dalla Parrocchia San Domenico. La mostra di pittura, curata da Luca La Porta e da Giovanni Proietto, resterà aperta durante le festività pasquali e fino al 30 aprile.


Si riporta di seguito l’articolo pubblicato dal critico Luca La Porta sul proprio blog “Il Fante di Quadri” con un plauso per l’ottima attività artistica svolta:

Nell’arte visionaria di Stefano Gallitano, operaio e creatore di immagini, “la selvatichezza”, l’ingenuità espressiva, che a livello segnico coincide con l’arcaismo o il primivismo delle forme, si fonde con una spontaneità e facilità di racconto. 
La selvatichezza di Gallitano è una caratteristica che accomuna la sua opera a quella degli artisti irregolari o outsider, e consiste nella capacità di comunicare emozioni, angosce, speranze, in modo diretto, rinunciando alla mediazione dei modelli espressivi dell’arte colta e di artifici tecnici studiati. Selvatichezza significa allora spontaneità, rinuncia al cerebralismo, ad ogni intenzionalità a “significare”: non è un caso che, rovesciando una sua Crocifissione, si legga: ”perché morire di perché?”. Nei suoi dipinti la simbolizzazione è a portata di mano ed è facilmente intelligibile, non ci sono significati cifrati da decriptare.
Attingendo agli episodi più noti della Passione di Cristo (Crocifissione, Resurrezione, salita al Calvario), le scene sacre dipinte da Gallitano, che comprendono anche una croce dipinta e molti volti del Redentore, coronato di spine o con lo sguardo perso nel vuoto, nascono per rispondere al richiamo della fede che l’autore ha sentito crescere nel tempo dentro di sé e a cui dato forma con tecniche e materiali differenti (acrilici, tempere, pastelli, ducotone, clinker, colle viniliche, carte ecc…).
 La tipologia dei volti di Cristo, fortemente patetici, può apparire convenzionale e richiamare i modi delle icone bizantine o gotiche, ma pur nella semplicità del segno, essi presentano una notevole forza espressiva in grado di coinvolgere lo spettatore e di non lasciarlo indifferente. 
L’unica croce dipinta attesta una chiara fascinazione per le croci astili medievali, si colloca tra l’astrazione e la figurazione ed è contraddistinta da pennellate corsive e liquide che riempiono tutta la superficie del supporto sagomato, obbedendo a un senso di horror vacui e a un calligrafismo fluido ma netto. 
 Le scene della Passione hanno colori forti e presentano una figurazione semplificata e personaggi dalle grandi teste. Il colore d’elezione per lo sfondo delle Crocifissioni è in genere il nero, ma è anche presente un’ampia gamma di accordi cromatici che comprendono il rosso, blu, giallo, verde. 
In queste opere che reinterpretano in chiave visionaria, sognante, esistenziale, forse autobiografica, il racconto evangelico, affiorano alla memoria i costumi e le atmosfere della Sicilia premoderna, i ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza dell’autore, della sua città natale, Bivona, permeata da un’atmosfera fiabesca e surreale. 
Caratteristiche precipue dell’arte di Gallitano sono sia la propensione a non rappresentare la realtà così come appare ma a riprodurre visioni o immagini interiori, sia l’aprirsi alla dimensione del mito, cioè l’attitudine a narrare storie per immagini – storie di dolore, di morte, di amore per la vita e di rinascita, il cui protagonista è Cristo, Dio fatto uomo – come un vero cantastorie che può parlare solo di ciò che ha visto e vissuto.

About the author: Pascal McLee

La mia vita in due parole… Dopo aver frequentato la Scuola Superiore in Liguria, mi sono trasferito a Torino, dove ho seguito gli studi universitari di Ingegneria Elettronica al Politecnico. Ritornato in Liguria, attualmente il mio lavoro è in stretta correlazione con il web ed i computer. Mia moglie ed io viviamo nella verde Garlenda, in Liguria, provincia di Savona.